Archivio Veneto
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<p style="font-weight: 400;">Fondato nel 1871, «Archivio Veneto» è dal 1875 la rivista della Deputazione di storia patria per le Venezie, costituitasi in quell’anno. Esce ogni sei mesi (giugno e dicembre), <em>online</em> ad accesso aperto, e a stampa (per abbonati e acquirenti; rivolgersi a <a href="mailto:riviste@oltrepagina.it">riviste@oltrepagina.it</a>). Pubblica saggi, recensioni, rassegne sulla storia del Veneto, di Venezia e della sua civiltà.</p>Deputazione di Storia Patria per le Venezieit-ITArchivio Veneto0392-0291Femmes de Venise et Chioggia: mutations sociales et salines au XIVe siècle. Matériaux pour une histoire
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<p>Alla fine del Medioevo, la proprietà delle saline era ripartita tra l’aristocrazia veneziana, laica o monastica, e la borghesia di Chioggia, che affidava il lavoro ai mezzadri. L’articolo distingue tra proprietà permanente e possesso temporaneo dello stesso bene. Le donne non erano escluse da questi diversi status, come testimoniano i testamenti e soprattutto le doti di cui le mogli conservavano la proprietà. Le donne erano infatti proprietarie, semplici possessori o gestori. Poiché il lavoro era duro e difficile, erano rare quelle che coltivavano le saline e trasportavano il sale raccolto. In qualità di possessori, dovevano attendere la morte del marito e la vedovanza per ereditare i suoi diritti. Il doppio assedio di Chioggia durante la guerra causò la distruzione di numerose saline e, durante la loro ricostruzione, molte vedove incapaci di pagare i costi di restauro cedettero i loro diritti a uomini ricchi che rafforzarono così la loro fortuna e concentrarono il possesso di ciò che costituiva la ricchezza di Chioggia.</p>Jean-Claude Hocquet
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2026-01-302026-01-3015630 (VI serie)009040Merchants, corsairs, and pirates. Mercantile resilience to piracy in late medieval Venice
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<p>Il presente articolo studia in che modo i mercanti percepissero la pirateria e reagissero a essa nel mercato di Rialto tra il quattordicesimo e il quindicesimo secolo. Per fare ciò, si sono analizzati i riferimenti al rischio piratesco riscontrabili nelle corrispondenze del mercante fiorentino Bindo di Gherardo Piaciti e del patrizio veneziano Antonio di Marino Contarini, conservate presso il Fondo Datini di Prato. Studiando il punto di vista individuale sui traffici e sul rischio di questi due mercanti, è possibile comprendere in che modo i mercanti italiani riconoscessero e descrivessero l’identità di pirati e corsari, e come applicassero precise pratiche mercantili per mitigare il rischio derivante dall’azione di questi. Questo studio si basa su un’analisi dei riferimenti alle modalità di resilienza della società mercantile veneziana, e sulla comparazione delle pratiche del rischio di attori economici autoctoni e stranieri attivi nel mercato veneziano tra il 1389 e il 1411. Tale ricerca rappresenta un punto di partenza ideale per comprendere in che modo l’adozione del punto di vista individuale sulla percezione del rischio possa espandere le possibilità della storiografia interessata allo studio del rischio nei mercati premoderni.</p>Nicolò Zennaro
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2026-01-302026-01-3015630 (VI serie)041066Les Orfèvres de Sant’Aponal et de Santa Croce de Venise au XVII e siècle: dynamiques économiques entre centre et périphérie
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<p>Lo studio degli orafi insediati in due parrocchie di Venezia, l’una centrale e l’altra periferica, Sant’Aponal e Santa Croce, evidenzia dinamiche interessanti. Osserviamo infatti che nel Seicento le strutture produttive tendono a separarsi da quelle commerciali, tradizionalmente insediate intorno a Rialto. Alla fine del Seicento, gli orafi si insediano in massa nella parrocchia periferica di Santa Croce e vi lavorano, sia in casa che in laboratorio. Si tratta di uomini nuovi, senza antenati nella professione, e molti di loro sono immigrati di recente. Formati in fretta, praticano un’oreficeria generalista guidati e supervisionati da membri delle grandi dinastie dell’oreficeria veneziana. Molti di loro lavorano in nero, senza esser iscritti alla corporazione. La loro carriera è movimentata. Questo modo di operare disegna una nuova tendenza dell’attività artigianale a Venezia, nel penultimo secolo della Repubblica, e apre la strada al periodo preindustriale.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>Camille Perez
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2026-01-302026-01-3015630 (VI serie)067110Il Reclutamento delle truppe al tempo della guerra di Candia nel 1645-48
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<p>La Guerra di Candia rappresenta un conflitto complesso, caratterizzato da peculiarità storiche e geografiche. In questo contesto, Venezia adottò misure straordinarie per resistere, come il reclutamento estensivo. Il lavoro presente vuole analizzare il modello di reclutamento veneziano ponendolo anche in confronto con altri modelli presenti in Europa. Conforme alle pratiche dell’epoca, il reclutamento veneziano combina metodi involontari e volontari, con uno spiccato uso di mercenari. Un numero significativo di soldati era straniero e solo una minoranza proveniva dai territori veneziani. Il sistema di reclutamento veneziano era ben organizzato, con il Senato di Venezia che svolgeva un ruolo centrale nel gestire il reclutamento, utilizzando agenti diretti e indiretti. La strategia di reclutamento veneziana si giovava di un’ampia rete di contatti diplomatici, che assicurava il servizio di truppe provenienti da varie parti d’Europa.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>Adriano Pozzali
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2026-01-302026-01-3015630 (VI serie)111140Recensioni
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Michael Knapton
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2026-01-302026-01-3015630 (VI serie)141212