Merchants, corsairs, and pirates. Mercantile resilience to piracy in late medieval Venice

Autori

  • Nicolò Zennaro

Parole chiave:

Pirateria, mercanti, rischio, Venezia medievale

Abstract

Il presente articolo studia in che modo i mercanti percepissero la pirateria e reagissero a essa nel mercato di Rialto tra il quattordicesimo e il quindicesimo secolo. Per fare ciò, si sono analizzati i riferimenti al rischio piratesco riscontrabili nelle corrispondenze del mercante fiorentino Bindo di Gherardo Piaciti e del patrizio veneziano Antonio di Marino Contarini, conservate presso il Fondo Datini di Prato. Studiando il punto di vista individuale sui traffici e sul rischio di questi due mercanti, è possibile comprendere in che modo i mercanti italiani riconoscessero e descrivessero l’identità di pirati e corsari, e come applicassero precise pratiche mercantili per mitigare il rischio derivante dall’azione di questi. Questo studio si basa su un’analisi dei riferimenti alle modalità di resilienza della società mercantile veneziana, e sulla comparazione delle pratiche del rischio di attori economici autoctoni e stranieri attivi nel mercato veneziano tra il 1389 e il 1411. Tale ricerca rappresenta un punto di partenza ideale per comprendere in che modo l’adozione del punto di vista individuale sulla percezione del rischio possa espandere le possibilità della storiografia interessata allo studio del rischio nei mercati premoderni.

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Pubblicato

30.01.2026

Fascicolo

Sezione

Articoli